Budget Cap in Formula 1


Il mondo della F1, come tutti i settori, attende di capire quando potrà ripartire. E’ vero che è uno sport individuale, ma attorno ad ogni pilota si muovono centinaia di persone, ed inoltre per ospitare un Gran Premio, fonte di attenzione mediatica mondiale ma anche di turismo, i paesi e le città ospitanti sborsano ingenti cifre di denaro, ragion per cui alcuni potrebbero non accettare di ospitare le gare a porte chiuse. Detto questo, al momento ci sono buone probabilità di rivedere in pista i migliori piloti del mondo già in Austria a inizio Luglio, dove il governo ha dato l’ok per un evento che potrebbe dare segnali di speranza in tutto il mondo, ovviamente virus permettendo.

Ma nel frattempo si discute sul budget cap imposto da Liberty Media per il 2021 pari a 175M$, che, vista l’attuale crisi in quasi tutti i settori, vorrebbe essere ridiscusso al ribasso sia dagli americani che da diversi team, suscitando però anche reazioni contrarie, tra cui la Ferrari che si è espressa duramente contro un possibile ulteriore limite, che imporrebbe un taglio del personale. Si parla di trovare un compromesso attorno a 150M$. Ma cerchiamo di capire da dove nasce la decisione di fissare un budget cap che garantisca più competizione.

FORMULA 1 2020

Ecco come si presentava a Febbraio 2020 la griglia di partenza del mondiale costruttori secondo uno dei principali centri scommesse italiano:

Scuderia 

Quota SNAI*

Probabilità vittoria

MERCEDES

1.35

80-85%

FERRARI

4.50

5-10%

RED BULL

4.50

5-10%

RENAULT

250

0,1-0,5%

MCLAREN

250

0,1-0,5%

RACING POINT

500

0,1-0,2%

ALFA ROMEO

500

0,1-0,2%

HAAS

500

0,1-0,2%

TORO ROSSO

500

0,1-0,2%

WILLIAMS

500

0,1-0,2%

*Quote del 21/2, fonte SNAI.it

Vedremo se e come verranno modificate quando si potrà ripartire, ma anche considerando l’andazzo degli ultimi anni, è evidente che si corrono due gran premi: il primo, tra i primi 3 top teams, per la vittoria ed il podio, con la Mercedes che ha dominato nelle ultime stagioni e partirebbe ancora da favorita. Il secondo per il settimo posto in qualifica e il quarto posto nel mondiale costruttori a fine anno. Certo, ci possono essere alcune sporadiche sorprese, anche perchè contano anche i piloti, ma le probabilità di vittoria di un altro team sono veramente risicate, e c’è una forte correlazione col budget speso, infatti Mercedes e Ferrari hanno speso oltre 400M$ nel 2019, la Red Bull circa 340M$, McLaren e Renault attorno a 200M$ e tutte le altre sui 150M$ con la storica Williams divenuta ormai fanalino di coda.

Con il limite imposto da Liberty Media tutte le scuderie potrebbero tornare in corsa per qualcosa di importante e, con un buon lavoro, competere addirittura per la vittoria. Questo ovviamente metterebbe in discussione i top team attuali, che dovranno essere davvero più bravi a parità (o quasi) di soldi spesi per mantenere la leadership. 

CRESCITA

Tuttavia, il seguito che si sono garantiti in questi ultimi anni gli porterà comunque ricavi maggiori, almeno nel breve termine, che potranno reinvestire per espandere il loro brand nel mondo e coltivare il rapporto coi propri tifosi. Poi chiaramente incideranno anche i risultati. 

Aldilà della cifra che decideranno, credo comunque che la Formula 1 abbia bisogno di ritrovare una competizione più omogenea, che porterebbe benefici sul seguito e quindi a tutti i teams, e, in questo modo, nel corso degli anni si potrà poi alzare il budget cap e garantire la continua innovazione tecnologica di cui la F1 è da sempre strumento, che giustamente richiede Binotto.


Logosportrend, 4/20

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