Valore economico del calcio europeo


VALORE ECONOMICO TOP 50 CLUB EUROPEI - AGGIORN.2015

Dopo aver visto il valore dei club italiani, concentriamoci ora sui Top Europei, utilizzando il metodo “Factorial Model”. Propongo subito la classifica aggiornata, il paragone con i valori dell’anno scorso e con le ultime 3 classifiche stilate da Forbes:

Top 50 club europei 2015 - (1)

Top 50 club europei 2015 - (5)

Top 50 club europei 2015 - (3)

Ricordiamo la soggettività dei valori data dalle variabili utilizzate, mi limito dunque a fare considerazioni sul ranking con qualche accenno all’effettivo valore economico.

FORBES VS FACTORIAL MODEL

Se le prime 4 col nostro metodo, peraltro con valori altissimi, sono esattamente le stesse della nota rivista americana, una prima importante differenza è data dal PSG che per Forbes, nonostante stia scalando la classifica, è ancora fuori dalla top 10, mentre col Factorial Model raggiunge già ora il quinto posto.

Top 50 club europei 2015 - (2)

A cosa è dovuta questa differenza?

Sicuramente le variabili utilizzate non sono le stesse, mi limito dunque a spiegare il motivo di un valore così importante: con il nostro modello hanno un peso importante i risultati recenti ed un peso minore, ma rilevante, i followers attuali e il bacino d’utenza (inteso anche come abitanti della città), fattori che incidono considerando che il PSG è l’unica squadra, per lo meno nella massima serie, di una città come Parigi. Le grandi stelle stanno contribuendo ad aumentare la visibilità a livello mondiale e la partecipazione al campionato francese, se da un lato garantisce minori introiti rispetto ad altri top club essendo “solo” il quinto campionato per fatturato, dall’altro assicura quasi tutti gli anni una facile vittoria e con essa l’accesso alla Champions League, anche da testa di serie con le nuove regole. Chiaramente la dipendenza dal ricco proprietario è ancora elevata e il brand ha bisogno di essere consolidato ma il club è ormai saldamente almeno trai top 10 europei (e dunque mondiali), sia per fatturato che per risultati sportivi.

Per il resto nella Top 20 non ci sono significative differenze, con l’Atletico Madrid che è ormai stabilmente la terza forza della Liga e sta scalando la classifica e Benfica e Valencia al posto di West Ham e Newcastle, comunque presenti nel nostro ranking rispettivamente al ventiquattresimo e ventiseiesimo posto: se il campionato inglese è di gran lunga il più ricco, occorre anche considerare il ridotto numero di posti per le Coppe Europee (attualmente 7 e speriamo diventino 6 se l’Italia riuscirà nell’impresa del sorpasso nel ranking UEFA) e la grande concorrenza che alza il rischio di retrocessione.

Ad esempio quest’anno Newcastle e Aston Villa, presenti nella nostra speciale classifica, stanno al momento rischiando la Championship dalla quale risalire non è scontato come dimostra una piazza importante come Leeds. Anche un top club come il Chelsea rischia di rimanere fuori dall’Europa, ma il suo brand è ormai forte e può permetterselo, nel senso che i ricavi del prossimo anno rimarrebbero comunque ottimi anche rispetto alle concorrenti inglesi. Occorre però riscattarsi in fretta per non perdere valore. Il Milan, fuori dall’Europa da 2 stagioni, insegna. Anche se rimane ad un tutto sommato onorevole 12° posto nella nostra classifica (10° per Forbes, ma era al 6° nel 2013).

La Premier League inglese è comunque il campionato più rappresentato con 12 club per un valore complessivo di oltre 8,4 miliardi, seguono Germania (11), Italia (7), Spagna (5) Francia, Turchia e Portogallo (3), Russia e Olanda (2),  Ucraina e Svizzera (1).

Top 50 club europei 2015 - (4)

I 5 club della Liga arrivano a 7 miliardi di €. Per la Bundesliga metà del valore è prodotto dal Bayern mentre in Francia 5/6 del valore (nella nostra Top 50) sono dati dal già citato PSG. Il Portogallo si difende bene con valori simili al più ricco campionato Turco, questo anche perché il nostro modello considera anche il ranking UEFA e i top club portoghesi hanno ottenuto ottimi risultati negli ultimi anni (almeno rispetto ai colleghi turchi che a loro volta si difendono grazie al fiorente mercato interno). Zenit, CSKA Mosca, Ajax, PSV, Shaktar e Basilea portano in classifica i loro campionati.

LE ESCLUSE

Al 51°posto l’Athletic Bilbao, la sesta spagnola, ma ricordiamo che La Liga passerà dal prossimo anno alla vendita collettiva dei diritti televisivi, e ciò potrebbe nel tempo favorire la crescita della maggioranza dei club spagnoli. Solo 3 i club francesi e non sono bastati gli ottimi recenti risultati all’AS Monaco per entrare nella top 50. Non ci sono né club grechi né belgi, manca all’appello anche lo storico campionato scozzese, dove il Celtic ha bisogno dei rivali dei Rangers per provare a ritornare nella top 50.

In conclusione, in questo mercato in crescita, è sufficiente restare al passo, vale a dire mantenere la propria quota di mercato, per aumentare ricavi e valore. Questo deve essere l’obiettivo minimo dei nostri club, che invece hanno perso quota di mercato rispetto agli altri principali campionati europei negli ultimi due decenni, pur mantenendo valori di tutto rispetto. Bisogna invertire la rotta.

Per fare questo, come in tutte le aziende, occorre anche investire una parte dei soldi (e di tempo) in progetti di fidelizzazione; i nuovi stadi (importantissimi) sono sulla bocca di tutti, ma occorrono strategie mirate ad aumentare i ricavi e per fare questo occorre soddisfare i clienti, tifosi, simpatizzanti e followers. Si possono fare anche iniziative a basso costo (la Sampdoria alcune stagioni fa ha organizzato una piccola caccia al tesoro, dove bisognava trovare la figurina di Icardi in città, che ha avuto un rapporto costo/contatto straordinario) e ad esempio sfruttare il potenziale dei social per coinvolgere i fans ed attrarne di nuovi, anche solo imitando gli esempi positivi in questo senso in contesti simili a quello locale, ad esempio seguendo i casi italiani (penso in particolare alle pagine ufficiali dei club) in cui ci sono più interazioni anche in casi di risultati non eclatanti. Sono piccoli passi ma secondo me molto importanti, per il bene del calcio Italiano.

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