Valore economico club italiani 2020 - aggiornamento TOP 50


METODOLOGIA

Il valore economico di un club di calcio dipende da molti fattori. Certamente esiste il valore della rosa, che nell’immediato incide notevolmente ma è un valore molto variabile ed aleatorio, inoltre non è detto che un club che ha un giocatore che vale 100M€ riesca a venderlo. C’è il valore della storia e dei risultati, specialmente recenti, che hanno fatto conoscere il club in Italia e nel mondo, il valore del bacino d’utenza, sia inteso come media spettatori che come potenzialità economica del territorio e numero di abitanti ma anche un valore internazionale, del quale ad esempio alcuni social analytics possono essere una proxy, tutti valori correlati con quelli dell'intero sistema calcio italiano. Tutto ciò concorre anche a creare il valore del brand. Infine, chiaramente, il bilancio della società, i ricavi e gli utili, con un peso importante per la categoria d’appartenenza ma anche un occhio a lungo termine.

CLASSIFICA PER VALORE ECONOMICO

Vediamo ora il ranking attuale calcolato col metodo “Factorial Model”, per chi volesse approfondire qui tutti i dettagli e la metodologia. Segnalo che nella voce “CatchA” sono considerati la media spettatori degli ultimi 5 anni, gli abitanti ed il territorio. “Local” considera i tifosi italiani, alcune proxy sono le partecipazioni ai campionati ed i titoli italiani vinti, o i social fans locali. “Foreign” considera invece quella parte di valore derivante dal seguito internazionale, ad esempio la storia nelle coppe europee ed i fans stranieri. Osservando questi 3 fattori possiamo notare che per i top club il peso del territorio e degli spettatori incide poco sul valore finale, mentre dalla B in giù, ma anche per le medio piccole di A, è il valore preponderante:


Categoria

Club

CatchA

Local

Foreign

value (M€)

Rank 2020

Rank 2015

Delta

Serie A

Juventus

7,90%

32,80%

59,30%

922,1

P1

P2

+1

Serie A

Inter

14,50%

34,90%

50,60%

678

P2

P3

+1

Serie A

Milan

13,90%

22,70%

63,30%

503

P3

P1

-2

Serie A

Roma

23,30%

26,80%

49,90%

371

P4

P4

0

Serie A

Napoli

25,40%

23,60%

51,00%

329

P5

P5

0

Serie A

Lazio

32,60%

23,70%

43,70%

228,2

P6

P7

+1

Serie A

Fiorentina

25,90%

29,60%

44,50%

139,9

P7

P6

-1

Serie A

Atalanta

29,30%

27,70%

43,00%

98,6

P8

P14

+6

Serie A

Torino

28,50%

39,80%

31,70%

86,8

P9

P8

-1

Serie A

Sampdoria

28,90%

32,20%

38,90%

65,2

P10

P9

-1

Serie A

Bologna

32,40%

46,70%

20,90%

56,1

P11

P11

0

Serie A

Udinese

40,00%

29,00%

31,00%

45,6

P12

P13

+1

Serie A

Genoa

40,90%

54,60%

4,40%

44,8

P13

P12

-1

Serie A

Parma

22,50%

22,60%

54,90%

41,7

P14

P16

+2

Serie A

Verona

47,40%

43,30%

9,30%

34,6

P15

P15

0

Serie A

Cagliari

43,30%

44,90%

11,70%

33

P16

P18

+2

Serie C

Palermo

60,40%

24,50%

15,10%

21,4

P17

P10

-7

Serie A

Sassuolo

40,70%

17,00%

42,40%

18,7

P18

P39

+21

Serie B

Brescia

55,00%

44,10%

0,90%

11,2

P19

P21

+2

Serie B

Vicenza

43,60%

49,40%

7,10%

11,1

P20

P20

0

Serie C

Bari

66,20%

33,50%

0,30%

10,9

P21

P17

-4

Serie A

Benevento

71,60%

26,70%

1,70%

9,8

P22

out - P67

+45

Serie B

SPAL

57,40%

41,70%

0,90%

9,4

P23

P34

+11

Serie A

Spezia

59,20%

39,50%

1,20%

8,3

P24

P44

+20

Serie C

Catania

61,70%

36,90%

1,50%

7,6

P25

P19

-6

Serie B

Lecce

66,60%

32,50%

0,90%

7,5

P26

P32

+6

Serie A

Crotone

66,10%

30,80%

3,10%

7,2

P27

out - P70

+43

Serie B

Salernitana

70,00%

29,10%

0,90%

6,8

P28

P28

0

Serie B

Venezia

53,30%

45,90%

0,80%

6,7

P29

P37

+8

Serie B

Reggiana

60,30%

39,40%

0,30%

6,6

P30

P38

+8

Serie B

Monza

53,60%

45,60%

0,80%

6,5

P31

out - P53

+22

Serie C

Modena

50,20%

49,60%

0,20%

6,4

P32

P24

-8

Serie C

Perugia

44,70%

25,10%

30,10%

6,4

P33

P26

-7

Serie C

Padova

54,50%

44,70%

0,90%

6,3

P34

P25

-9

Serie B

Reggina

58,70%

39,90%

1,40%

5,7

P35

P42

+7

Serie B

Pisa

57,00%

42,50%

0,50%

5,7

P36

P40

+4

Serie B

Pescara

58,60%

39,20%

2,20%

5,4

P37

P30

-7

Serie B

Cremonese

53,50%

45,90%

0,60%

5,2

P38

P49

+11

Serie C

Foggia

61,90%

36,90%

1,20%

5,1

P39

P36

-3

Serie B

Empoli

46,60%

46,00%

7,40%

5,1

P40

P29

-11

Serie B

Chievo

62,10%

27,80%

10,10%

5

P41

P22

-19

Serie C

Triestina

44,60%

55,00%

0,30%

4,9

P42

P35

-7

Serie C

Livorno

48,60%

46,10%

5,30%

4,9

P43

P23

-20

Serie C

Cesena

57,90%

33,30%

8,80%

4,9

P44

P27

-17

Serie B

Ascoli

49,80%

49,30%

0,90%

4,7

P45

P46

+1

Serie C

Como

38,60%

61,20%

0,20%

4,7

P46

P33

-13

Serie C

Novara

46,00%

53,20%

0,70%

4,1

P47

P31

-16

Serie B

Cosenza

63,40%

35,20%

1,40%

3,7

P48

out - P57

+9

Serie B

Frosinone

78,60%

20,20%

1,20%

3,7

P49

out - P60

+11

Serie C

Alessandria

42,10%

57,20%

0,70%

3,4

P50

P50

0

Serie C

Ternana

59,70%

39,50%

0,80%

3,4

P50

P47

-3


Il totale della top 50 è vicino ai 4 miliardi di euro, con un aumento del 48% rispetto al 2015 dove ci fermavamo a 2,7 miliardi.

LE GRANDI

Al primo posto la Juventus, vicina al miliardo, che alcuni mesi fa, prima del covid, avrebbe probabilmente superato tale cifra (nell'ultimo ranking di Forbes i bianconeri sono stati valutati 1,1 miliardi). L’Inter ha scalzato il Milan che però nonostante i risultati degli ultimi 5 anni resta saldamente sul podio in questa speciale classifica anche se deve iniziare a guardarsi le spalle. Notiamo che questi sono i nostri 3 club più internazionali in valore assoluto, segno di un seguito che va ben oltre i confini provinciali ed italiani. 

Alle spalle delle “strisciate” troviamo Roma e Napoli nello stesso ordine di 5 anni fa. Non hanno ancora la diffusione territoriale delle prime tre ma il divario, per lo meno con le milanesi, negli ultimi anni si è ridotto. Al sesto posto la Lazio ha scalzato la Fiorentina, che deve ormai guardarsi dalla straordinaria progressione dell’Atalanta, entrata tra le prime 8. I viola devono tornare presto in Europa per consolidare la loro posizione e provare anche a crescere, mentre la Dea dipende ancora più delle prime 7 dai risultati, non ha ancora una storia così ricca ed il suo bacino rimane particolarmente ancorato al bergamasco. Ma se continua così, a breve la vedremo ancora più su.

TOP 20

A farne le spese della crescita dell’Atalanta sono state Toro, Samp, Bologna e Udinese e Genoa, che rimangono tra la nona posizione dei Granata e la tredicesima del Grifone, anche se con una differenza di valore rilevante figlia anche di una maggior instabilità a partecipare alla massima serie. L’Atalanta ha però anche segnato una strada per questi club, ad esempio una società come il Torino non ha certo meno potenzialità del club bergamasco e dunque sognare si può, decisivi i risultati e la continuità per aumentare fatturato e valore.

Esce dalla top 10 anche il Palermo, ora in P17, ma comunque primo club non di Serie A in classifica, davanti anche a tutte le società di Serie B. Parma, Verona e Cagliari sono saldamente nella top 20 dove entra per la prima volta anche il Sassuolo, a forza di macinare buoni campionati in massima serie, nonostante un bacino d’utenza ridotto e una storia solo recente: P18, cinque anni fa era P39. Chiudono la top 20 e dunque la massima serie ideale due piazze storiche come Brescia e Vicenza, ora in B, subito davanti al Bari, che è un lusso per la Serie C. P22 per il Benevento che cinque anni fa non era neanche in classifica, crescita davvero sorprendente quella degli Stregoni che se dovessero stabilirsi in Serie A potrebbero nel giro di un paio d’anni entrare nella top 20.

LE ALTRE PROVINCIALI

Seguono tutte le provinciali del nostro calcio, con un divario minimo tra di loro, capitanate dalla SPAL in P23. Anche Spezia, Catania, Lecce, Crotone, Salernitana, Venezia, Reggiana, Monza (new entry), Modena, Perugia e Padova sono oltre i 6M€, subito dietro Reggina, Pisa, Pescara, Cremonese, Foggia ed Empoli. Scivola in P41 il Chievo, che nonostante la tanta Serie A recente è ancora troppo dipendente dalla categoria d’appartenenza.

A ridosso Triestina, Livorno e Cesena, che hanno perso posizioni rispetto a cinque anni fa ma per le quali basterebbe un ritorno in cadetteria per recuperare qualcosa. Chiudono la top 50 Ascoli, Como, Novara, Cosenza, Frosinone con Alessandria e Ternana a pari merito. Escono di classifica Avellino (da P41 a P52), Taranto (da P43 a P56 ma comunque il primo club di Serie D), Messina (da P45 a P63) e Siena (da P48 a P66), tutte realtà che comunque potrebbero stare almeno in Serie C, con punte più in alto, ed invece negli ultimi anni hanno spesso calcato i campi della Lega Nazionale Dilettanti.

DIFFERENZE DAL 2015

I balzi più grandi: In milioni di euro è la Juventus che ha guadagnato di più (+311M€) mentre il Milan (-129M€) è il club che ha perso più valore. In termini di posizione i salti maggiori sono di realtà fuori classifica: Pordenone da P104 a P58 (+46), grazie alla storica prima promozione in B poi ampiamente consolidata e Latina da P72 a P102 (-30), sprofondato nei dilettanti dopo aver accarezzato la Serie B.

CONCLUSIONE

In sintesi, tutte le squadre italiane sono nate con una forte territorialità e con un seguito locale e provinciale, talvolta sfociato in regionale. Solo poche grandi, nei decenni, si sono costruite una fan base capillare su tutto il territorio italiano e tanti tifosi e simpatizzanti anche all’estero. Questo seguito è all’origine degli introiti televisivi e commerciali, oltre che matchday, garantendo così un budget maggiore e meno dipendente dai risultati, che restano per tutti importantissimi.

Il valore dei tifosi, però, dipende anche dal loro grado di attaccamento e certamente un senso d’appartenenza anche territoriale aiuta a fidelizzare. Esso è presente in parecchie decine di città italiane che garantisce un valore del brand e aziendale non trascurabile alla principale squadra locale, indipendentemente dalla categoria, che pure rimane ovviamente un fattore fondamentale per non perdere interesse e guadagnare nuovi tifosi e simpatizzanti.

Logosportrend 9/20

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